Una spugna.

da ” Vivere con Cristo”
“Una spugna”
” …passi una vita pensando che la capacità di leggere tra le righe, di capire, di vedere oltre, di ascoltare ciò che non si dice, sia quasi un dono… un dono che hai ricevuto per poter fare qualcosa di buono per gli altri. Ti sei impegnato a far fruttare questo dono, a studiare, ad applicarti per migliorare sempre di più, affinché diventi sempre più efficace. Misuri le parole, percepisci i sospiri, tutto ti è palese e nessuno riesce a nasconderti dietro le molteplici maschere cosa prova veramente, le bugie diventano trasparenti, gli stati d’animo sono un libro aperto da leggere attentamente, ma allo stesso tempo riesci a leggerlo in un modo scorrevole come di chi è abituato a farlo ogni giorno. Ma c’è un momento preciso in cui questo dono per gli altri, per te, diventa una sorta di maledizione. Ti ritrovi solo, pieno come una spugna che non riesce più a contenere ciò che l’ha invasa. Non sopporti più le bugie che ti si presentano davanti, non sopporti più le doppiezze, chi è davanti a te è un libro aperto che continui a leggere e ahimè trovi sempre qualcosa scritto male, qualcosa di brutto che eviteresti volentieri di leggere, continui a leggere ogni movimento, ogni cambiamento di frequenza del tono della voce, continui a leggere i gesti e nonostante tutto provi ancora ad aiutarlo.Ma ciò che aiuta la persona che hai davanti a volte distrugge te. Allora devi decidere se leggere ad alta voce palesando ogni cosa o leggere nella tua mente lasciando tutto dentro di te, come al solito, per non interrompere qualsiasi tipo di rapporto.
Sei come una spugna che assorbe di continuo e solo quando è piena comincia a rilasciare piccole dosi, continuando ad assorbire senza modificare la sua consistenza, senza alterare la sua forma.
Ma poi arriva Lui, perché lo hai chiamato e Gli hai chiesto di aiutarti. Lui comincia strizzare forte e quando strizza ti fa male, ti fa mancare il respiro, ti fa mancare le forze, cambia la tua forma, compromette la tua consistenza, ti fa male… altro che aiuto. Sembra che voglia distruggerti, e più strizza e più ti fa male. Poi ad un certo punto ti lascia solo e rimani lì informe, senza consistenza, non sei più quello che eri un tempo, ha compromesso per sempre la tua esistenza. Allora pensi che è finita, che ti sei impegnato ad essere una spugna per niente, che hai buttato anni al vento, pensando di servire ma non sei servito a niente. Ma poi, via via, comincia a entrare aria dentro di te, allora mano a mano torni a prendere forma, in un batter d’occhio ti ritrovi nella forma di prima, nella stessa e medesima consistenza, perché quello che sei non può cambiare e Lui non lo cambia…a Dio gli servi così. Tutto sembra quasi come prima, ma ti accorgi che c’è aria dentro te, leggera e fresca. Sei di nuovo pronto a leggere ed ascoltare, ad assorbire. Senti di nuovo il peso per i pesi degli altri, hai la stessa forma di prima, la stessa consistenza, pronto a ricominciare, ad essere quello a cui sei stato chiamato…una spugna.”

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