PREDE O PREDATORI… capitolo I


precedente

Capitolo I

Prede o Predatori…

Dal primo libro delle Cronache, al capitolo 21, vorrei considerare insieme a voi un uomo che aveva una peculiarità particolare, quella di essere secondo il cuore di Dio. Tutti i credenti vorrebbero essere semplicemente nella volontà del Signore senza mai commettere errori, praticamente essere perfetti. In realtà la perfezione la raggiungeremo solo quando saremo in cielo con Gesù, mentre in questo tempo siamo ancora soggetti alle nostre debolezze. Il primo punto che vorrei considerare con voi si trova nel primo verso del capitolo, dove leggiamo che: “Satana si mosse contro Israele e incitò Davide a fare il censimento”. Nel culmine della forza del suo regno, dopo aver accumulato vittorie su vittorie su tutti i popoli che lo affrontavano in battaglia, decise di fare un censimento fra il suo popolo. Fin qui niente di strano, era sicuramente una cosa che aveva già fatto in precedenza alla fine di ogni battaglia, ma anche una prassi di quel tempo per vedere la crescita di un popolo e soprattutto quantificare la gente adulta pronta per combattere. In quel periodo le guerre erano molto frequenti e le battaglie erano basate unicamente sulla forza numerica di un popolo oltre che sulla bravura in campo. Poi c’era da dire che erano appena rientrati vittoriosi da Ghezer e da Gat dove i Filistei furono duramente sconfitti. Apparentemente per un qualsiasi popolo, e forse in altre occasioni anche per il popolo di Israele, questa decisione era naturale. Innanzitutto bisogna ribadire che c’è un nemico, che come dice l’apostolo Pietro (I Pietro 5:8), “ci gira attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare”. Il suo maggiore impegno e di strappare la nostra vita dalle mani del Signore. Se avete mai visto un documentario sulla caccia dei leoni, o di altri predatori in natura, saprete sicuramente che la tecnica di questi felini e proprio quella di scegliersi la preda che si trova ai margini del branco, oppure quella ferita e quindi più debole in quel momento, o addirittura, se ce ne sono, essi preferiscono i più giovani perché ancora incapaci di correre e difendersi. Altro che leone coraggioso vero? È una lotta per la sopravvivenza, dove vince chi è il più forte ed il premio è la vita, vince chi resta in vita. A questo punto mi sorge una domanda: Ma dove era Davide, per sentire così da vicino la voce del nemico?…il ruggito di quel leone? Chissà perché anche in questo noi possiamo trarre degli insegnamenti dalla Parola di Dio, sappiamo perfettamente che stare ai margini della fede non è una cosa sicura, restare lontani dalla Parola del Signore e dalla preghiera ci espone ad un rischio molto forte, e poi ci indebolisce spiritualmente perché sicuri della nostra forza e della nostra posizione, restiamo lontani, pensando che se arrivasse qualche pericolo improvviso avremmo il tempo di riuscire a rientrare e scamparla. Un esempio molto conosciuto nella Bibbia è quello di Sansone. Un uomo così forte che nessuno riusciva a sconfiggerlo, la sua forza, donatagli dal Signore, lo porto alla fama di invincibile. Leggendo attentamente la sua storia, scritta nel libro dei Giudici dal capitolo 13 al 16, non si può fare almeno di notare come giorno dopo giorno questo servo, usato meravigliosamente dal Signore, si stava allontanando da quello per cui il Signore lo aveva predisposto. Eppure, nelle braccia di Dalila, ormai lontano dalla presenza del Signore, scoprì una triste verità; era più lontano di quanto pensasse, era più debole di quanto immaginasse. Poveri noi se abbiamo questa idea! Se fosse così realmente, Pietro, nella sua epistola, poteva evitare di scrivere: “restate sobri e vegliate”, o meglio ancora, usando il nostro linguaggio corrente, si potrebbe anche dire di restare attenti e svegli. Insomma dobbiamo prima di tutto ben definire se spiritualmente siamo prede o predatori, se vogliamo vivere la nostra esperienza restando ai margini della fede, in un atteggiamento di superficialità verso il Signore, o di restare fermi e ben ancorati al centro della Sua volontà, in un atteggiamento di padronanza, perché figli consapevoli dell’Iddio Onnipotente. La fine di Sansone, conosciuta da tutti, lascia un segnale importante però. Egli, nell’ultimo istante della sua vita, INVOCO’ il Signore chiedendoGli per l’ultima volta la forza di affrontare i Filistei, con un sospiro quasi impercettibile nella forma di un “ricordati di me” (Giudici 16:28), riparando così ad un suo errore e limitando le conseguenze di esso. NON siamo perfetti, ma forse possiamo restare fermi nella volontà del Signore semplicemente impegnandoci a non peccare più, questo impegno prende il nome di CONSACRAZIONE e SANTIFICAZIONE. Parole difficili da ripetere, quasi impronunciabili, figuriamoci metterle in pratica, oppure processi di fede solo per i più spirituali, magari solo per chi a dei compiti particolari fra il popolo del Signore? In realtà esse semplicemente significano mettersi da parte per onorare il Signore, separarsi dal peccato e da tutto ciò che ci possa dividere dal Signore e tutti i credenti devono percorrere queste strade, che sono indivisibili tra loro, vanno di pari passo. È un impegno presente che ci porterà poi ad essere dei credenti secondo il cuore di Dio in futuro e per l’eternità.

capitolo II

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.